lunedì 6 dicembre 2010

FIORI D'INVERNO:ELLEBORO




Caratteristiche generali
Gli ellebori sono piante facilmente coltivabili in giardino e danno splendide fioriture invernali. Gli ibridi di elleboro orientalis in particolare non richiedono un terreno particolare purchè sia umido, ben drenato e fertile. E’ importante evitare il ristagno d’acqua che causa invitabilmente il marciume radicale e la perdita della pianta. Questo aspetto è particolarmente critico se si coltivano gli ellebori in contenitori e non in piena terra.
La maggior parte degli ellebori tollera sia il sole che l’ombra ma ciò che apprezzano sono le posizioni di mezz’ombra o almeno una protezione dal sole cocente sotto le fronde degli alberi o dei cespugli decidui. L’elleboro argutifolius e l’elleboro x sternii desiderano una posizione più soleggiata.
Le radici degli ellebori  sono rizomatose e si sviluppano in profondità,  quindi bisogna provvedere uno spazio adeguato specie se piantati in vaso. La parte aerea della pianta è costituita da uno stelo che porta foglie e fiori nelle specie argutifolius, foetidus , lividus e vesicarius. Nelle rimanenti specie (acauli) le foglie spuntano a livello del terreno e steli separati portano i fiori.
Gli ellebori orientalis ibridi sono sempreverdi ma le foglie vecchie o rovinate vanno rimosse per dare un aspetto gradevole ed ordinato alla pianta ; questa operazione va eseguita specialmente in inverno per stimolare la crescita di quelle nuove e per ridurre la possibilità di malattie o infestazioni.
La maggior parte delle specie botaniche acauli sono decidue
Gli ellebori non temono il gelo : anche se la visione delle piante abbattute a terra dalla morsa del freddo può gettare nel panico gli  appassionati, basta che la temperatura risalga sopra lo zero durante la giornata per vedere le piante risorgere come se nulla fosse accaduto.
La particolare struttura dei fiori (ciò che vediamo non sono petali ma sepali modificati) ne favorisce la lunga durata ; l’epoca di fioritura inizia a Gennaio e si prolunga fino a Marzo e i fiori rimangono inalterati per alcune settimane.
I colori dei fiori delle specie botaniche sono generalmente verdi tranne l’elleboro niger dal fiore candido e l’elleboro purpurascens, atrorubens e torquatus che presentano varie tonalità di porpora. Gli ibridi di elleboro orientalis hanno fiori bianchi, crema, giallo, rosa, porpora, viola e nero e alcuni hanno puntini o venature sulla faccia interna dei sepali. Esistono anche ibridi a fiore doppio.

Suggerimenti per la coltivazione

Le piante vengono messe a dimora con esposizione adatta, preferibilmente nel periodo autunnale ed invernale purchè il terreno non sia gelato. In questo periodo gli ellebori sono disponibili a radice nuda. Negli altri periodi dell’anno si interrano le piante pronte in contenitore. Per ottenere esemplari rigogliosi si consiglia una buona concimazione con materiale organico ben maturo all’impianto, seguito da periodiche fertilizzazioni con prodotti liquidi ricchi in fosforo e potassio. Si consiglia di piantare gli ellebori ad una distanza di circa 20-30 cm. l’uno dall’altro. Per le piante coltivate in vaso valgono le stesse raccomandazioni ricordando che il drenaggio deve essere perfetto ed i contenitori devono essere capienti per accogliere l’apparato radicale.
Gli ellebori sono piante resistenti alle malattie e le uniche veramente importanti sono la macchia nera e la botrytis entrambe di natura fungina che vengono favorite dal ristagno d’acqua nel terreno d’impianto.
Le infestazioni da parassiti si riconducono essenzialmente agli afidi che si raccolgono di preferenza sulla faccia inferiore delle foglie o sulla faccia interna dei fiori e vanno trattate con prodotti specifici.
Le lumache sono un altro nemico degli ellebori soprattutto dei germogli, dei bocciuoli e delle giovani piantine che vengono divorati avidamente. Anche in questo caso bisogna prevedere difese specifiche.

Propagazione

La propagazione degli ellebori è una nota dolente perché, salvo alcune eccezioni non esistono metodi facili e rapidi e questo spiega non solo la rarità ma anche il costo di molte specie ed ibridi. Infatti per ottenere piante identiche a quelle di origine si può solo ricorrere alla divisione dei rizomi che è limitata dalla relativa lenta crescita di queste piante. I rizomi delle piante madri vengono divisi in autunno / inverno ottenendo porzioni di radice con uno o più occhi (i germogli dormienti della pianta) che vengono ripiantate immediatamente ; queste ma non tutte inizieranno a fiorire dall’anno successivo.
La moltiplicazione per semina, per quanto fattibile, non consente di ottenere piante dalle caratteristiche prevedibili anche quando l’impollinazione viene eseguita con procedure controllate. Inoltre è una procedura laboriosa e lenta perché i semi raccolti appena completata la maturazione, germinano 6-8 mesi dopo la semina e le piante così ottenute fioriranno dopo un periodo di attesa variabile dai 2 ai 3 anni.
Per la semina occorre utilizzare semi freschi che vanno sparsi sul terreno e appena coperti con terriccio e ghiaia fine, non oltre i mesi di Luglio ed Agosto. In caso contrario i semi entrano in uno stato di dormienza e non germoglieranno che in maniera incostante dopo uno o due anni.