mercoledì 30 marzo 2011

La "mia" orchidea spontanea

Oggi ho ritrovato una piccola orchidea spontanea che avevo scovato l'anno scorso mentre cercavo asparagi. 
Temevo che qualcuno l'avesse colta o calpestata,ma a quanto pare se la sta cavando benissimo.




Secondo le mie ricerche in internet appartiene al genere Ophrys.
Il nome deriva dal greco e significa "ciglia",forse per via dei numerosi peli sul labello.
Questo genere comprende circa 50 specie distribuite nella nostra zona mediterranea fino all'Africa settentrionale, ma lo troviamo anche nelle isole Canarie,nel Mar Caspio,addirittura in Scandinavia.  


Il mio esemplare,in particolare, si nasconde tra gli ulivi umbri.





Queste orchidee sono geofite tuberose e i fiori sono portati su una piccolissima spiga.
L'impollinazione si basa sull'emissione di sostanze volatili(i feromoni)che hanno la capacità di attrarre sessualmente i maschi di alcuni imenotteri. Lo stesso labello(una sorta di petalo trasformato),se lo si osserva bene,sembra imitare i colori e la forma(anche attraverso i già citati peli) delle femmine di alcuni insetti.  In altre parole questi poverini scambiano il fiore per la femmina della loro specie e,nel frustrante tentativo di accoppiarsi,si caricano di polline che poi trasporteranno in un altro fiore per un altro fallimentare accoppiamento! 
Apprendo che questo genere può essere fecondato da diversi impollinatori e ciò comporta la presenza di numerosi ibridi in natura.



La bellezze delle loro forme e dei loro colori rendono le orchidee particolarmente attraenti per l'uomo e ciò ovviamente causa troppo spesso la raccolta e la rovina di questi meravigliosi fiori. 
Non sono così rare in Italia ma sicuramente il meccanismo di impollinazione e altri fattori biologici(come la simbiosi con particolari funghi) ne limitano la diffusione. 


La "mia" orchidea è ben nascosta e sicuramente non sarò io a tradirla,spero,la prossima primavera,di vederla ancora.