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giovedì 5 maggio 2016




"Nessuno è mai protetto dalla sua debolezza che se ne sta nascosta come una serpe dentro un rovo vilmente sconosciuta, appena sospettata ma invece rivelata nel momento che sta a te...Credevi di esser saldo, ora sai chi sei, ora che sta a te...Ora hai mancato il colpo, ma di questo non si muore, è solo che ora sai di che pasta sei...Sono tutti complici e non te ne vorrebbero, ti giustificherebbero,giustificando loro..."

domenica 20 dicembre 2015

Oracolo d'inverno . La cerimonia del se'.

Castello dell'Imperatore - Prato














                                                           Poesia, Amore, Rispetto.

                    fondazioneferretti.it

martedì 10 giugno 2014

Ricordo.

"Dovevo avere circa sei anni quando vissi intensamente l'amicizia immaginaria con una bambina...della mia stessa età,più o meno- Sulla vetrata di quella che era allora la mia stanza e che dava su via Allende,sopra uno dei primi vetri della finestra. Facevo 'Bau' e con un dito disegnavo una 'porta'... Da questa 'porta' uscivo con l'immaginazione, in grande sllegria e fretta. Attraversavo tutta la pianura che si vedeva,fino a arrivare a una latteria che si chiamava PINZON... Entravo dalla O di PINZON e mi ritrovavo IMPROVVISAMENTE dentro la terra,dove la mia amica immaginaria mi attendeva sempre. Non ricordo la sua immagine,né il suo incarnato. Però so che era allegra, si rideva molto. Senza suoni. Era agile e ballava come se non avesse alcun peso. Io la seguivo in tutti i suoi movimenti,e mentre ballava le raccontavo i miei problemi segreti. Quali? Non ricordo. Ma lei dalla mia voce sapeva tutte le mie cose... Quando tornavo alla finestra, entravo per la stessa porta disegnata sul vetro. Quando? Per quanto tempo ero stata con 'lei'? Non so. Poteva essere un secondo o mille anni... Io ero felice. Cancellavo la 'porta' con la mano e 'scompariva'. Correvo, con il mio segreto e la mia allegria,fino all'ultimo angolo del cortile di casa mia. Sempre nello stesso punto, sotto un albero di Cedron,gridavo e ridevo. Stupita di essere sola con la mia felicità e il ricordo tanto vivo della bimba. Sono passati 34 anni da quando ho vissuto questa magica amicizia e ogno volta che la rammento si ravviva e cresce sempre più dentro il mio mondo.  PINZON 1950. Frida Kahlo. Le due Frida. "

giovedì 28 novembre 2013

Quasi - Luis Fernando Veríssimo




Ancor peggio della convinzione del no,
l’incertezza del forse è la disillusione di un”quasi”.
E’ il quasi che mi disturba, che mi intristisce,
che mi ammazza portando tutto quello che poteva essere stato e non è stato.
Chi ha quasi vinto gioca ancora,
Chi è quasi passato studia ancora,
Chi è quasi morto è vivo,
Chi ha quasi amato non ha amato.
Basta pensare alle opportunità che sono scappate tra le dita,
alle opportunità che si perdono per paura,
alle idee che non usciranno mai dalla carta
per questa maledetta mania di vivere in autunno.
Mi chiedo, a volte, cosa ci porta a scegliere una vita piatta;
o meglio, non mi chiedo, contesto.
La risposta la so a memoria,
è stampata nella distanza e freddezza dei sorrisi,
nella debolezza degli abbracci,
nell’indifferenza dei “buongiorno” quasi sussurrati.
Avanza vigliaccheria e manca coraggio perfino per essere felice.
La passione brucia, l’amore fa impazzire, il desiderio tradisce.
Forse questi possono essere motivi per decidere tra allegria e dolore, sentire il niente, ma non lo sono.
Se la virtù stesse proprio nei mezzi termini, il mare non avrebbe le onde, i giorni sarebbero nuvolosi
e l’arcobaleno in toni di grigio.
Il niente non illumina, non ispira, non affligge, nè calma,
amplia solamente il vuoto che ognuno porta dentro di sè.
Non è che la fede muova le montagne,
nè che tutte le stelle siano raggiungibili,
per le cose che non possono essere cambiate
ci resta solamente la pazienza,
però, preferire la sconfitta anticipata al dubbio della vittoria
è sprecare l’opportunità di meritare.
Per gli errori esiste perdono; per gli insuccessi, opportunità;
per gli amori impossibili, tempo.
A niente serve assediare un cuore vuoto o risparmiare l’anima.
Un romanzo la cui fine è istantanea o indolore non è un romanzo.
Non lasciare che la nostalgia soffochi, che la routine ti abitui,
che la paura ti impedisca di tentare.
Dubita del destino e credi a te stesso.
Spreca più ore realizzando piuttosto che sognando,
facendo piuttosto che pianificando, vivendo piuttosto che aspettando
perchè, già che chi quasi muore è vivo,
chi quasi vive è già morto!!!